MINI-FIVET

In certe determinate condizioni è possibile programmare un ciclo FIVET a basso impegno biologico e di costo per coloro che, rispettivamente, non soddisfano tutti i criteri di sicurezza o non possono/vogliono affrontare la spesa di un trattamento standard.

La politica di PMA a basso impatto prevede l’esecuzione di FIVET con costi ridotti per lo staff, i farmaci, le spese aggiuntive. La cosiddetta mini-fivet (minimal stimulation IVF) ha visto aumentare, negli ultimi anni, la sua popolarità ed è indicata, salvo alcune situazioni specifiche, per donne di età inferiore ai 38 anni con dimostrata normale funzione ovarica. Ovviamente, vengono prodotti pochi ovociti ed embrioni sufficienti per un singolo transfer (è improbabile che vengano prodotti embrioni extra da congelare).

Il costo della mini-fivet è minore ma va detto che il PR (pregnancy-rate, tasso di gravidanza) è anch’esso minore rispetto alla FIVET standard ed è quindi possibile che, a seguito di più tentativi consecutivi, il vantaggio del minor costo venga azzerato. Il miglior vantaggio consiste, quindi, nel minore impegno psico-fisico per singolo tentativo.

La stimolazione con media-alta dose di gonadotropine iniettabili, in alcuni casi è evitata (FIVET a ciclo spontaneo) in altri è sostituita da una stimolazione iniziale orale con clomifene citrato (Clomid) e con basse dosi di gonadotropine nei giorni successivi, a seconda dei dati del monitoraggio ecografico ed ormonale. Altro vantaggio è che il rischio di iperstimolazione ovarica (OHSS) è annullato o ridotto notevolmente.

Le donne inserite in cicli FIVET standard vengono sottoposte a prelievo ovocitario in sedazione farmacologica intravenosa in ambiente ambulatoriale. Nel caso della mini-fivet in cui ci si aspetta, nella media, lo sviluppo di 1-3 follicoli, la sedazione può non essere necessaria ma è sempre disponibile per le pazienti che ne fanno richiesta.

La minimal stimulation IVF (mini-FIVET) quindi, riduce il consumo di gonadotropine, il rischio di sindrome da ipertimolazione ovarica (OHSS) e il numero di gravidanze multiple pur se con un accettabile tasso di nuovi nati in buona salute lievemente più basso rispetto alla FIVET convenzionale (Am J Obstet Gynecol. 2015 – Zhang JJ et al.).

 

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